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nov
04

Commemorazione del 4 novembre

pdmarineo il 4-nov-2008

monumento ai caduti Oggi a Marineo così come in tutta Italia si celebra l’armistizio che nel 1918 pose fine alle ostilità tra l’Italia e l’Austria e in tutte le piazze d’Italia e anche a Marineo sono stati onorati i nostri caduti in guerra, si festeggiano le forze armate e si conferma l’unità nazionale. Questa mattina a Marineo è stata deposta la corona di alloro al monumento dei caduti, alla presenza delle autorità . Si sono succeduti gli interventi dei bambini delle quinte elementari, del Sindaco Franco Ribaudo e dell’assessore alle Politiche scolastiche e formative, informazione e comunicazioni, pari opportunità Anna Scarpulla . L’assessore Scarpulla ha ricordato Delfino Borroni ,ultimo reduce di guerra che ci ha lasciati la scorsa settimana , nel ricordarlo ha puntualizzato che diventa sempre più significativo celebrare ricorrenze come questa del 4 Novembre, data della fine della Prima Guerra Mondiale, che ci permettano di commemorare con rispetto e dolore quanti soffrirono, militari e civili, durante i lunghi anni del conflitto.  E che purtroppo sono ancora tante le guerre combattute nel mondo e la nostra Italia si distingue per numero di missioni in corso e di uomini impiegati; così l’occasione va colta per ricordare tutti i militari caduti nel dare il loro contributo generoso in favore della pace e della libertà dei paesi martoriati da guerre civili e regimi totalitari. Poi ha continuato dicendo che ritiene opportuno evidenziare che la presenza della scuola ci ricorda il ruolo di primaria importanza che essa riveste nell’educazione delle nuove generazioni ai concetti di pace e di convivenza civile. Il sindaco ha detto che in questa data si celebra la Festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate,si ricordano coloro che si sono battuti e sacrificati, o sono stati sacrificati, affinché il nostro Paese potesse costituirsi in Repubblica Unitaria e si ricorda anche l’importanza dell’unità nazionale. DSC01010Continua dicendo che non fu solo per amor di patria che nel 1915-18 si mandarono al fronte milioni di giovani: 650 mila morirono, un milione furono i mutilati e i feriti che non fu solo per liberare Trento e Trieste che si combatté ma come scrisse il liberale Giolitti: l’inutile strage arricchì i mercanti di armi e gli speculatori. Il 4 novembre si deve dare voce alla cultura della pace e della vita, dev’essere il giorno della "memoria" per ricordare gli orrori della guerra e il valore della pace. Il monumento che avete davanti serve a questo: a ricordare che l’uomo porta dentro di se il germe della guerra e, se non coltiva la pace come si coltiva amorevolmente un fiore, rischia di ricadere preda dell’ira, dell’orgoglio e della violenza, cioè della guerra. La guerra deve essere ripudiata. Il 4 novembre sia quindi la festa della Pace: si abbassino le armi, ovunque. La lotta al terrorismo e alla barbarie sia fatta con gli strumenti della civiltà e della giustizia e non con una guerra che, uccide bambini e gente poverissima. Sul finire si rivolge ai giovani auspicando che in tutti sia sempre presente l’amore per la nostra Patria, non come mezzo di egoistico nazionalismo, ma come l’espressione di una comune fratellanza e di una identità collettiva che fonda i suoi pilastri sui principi fondamentali della costituzione repubblicana e spera che i nostri giovani sappiano non solo conservare l’unità e la pace ma sappiano alimentarle sempre più.

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