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mar
21

Federalismo, prove di intesa bipartisan. Dal governo sì alla mozione Franceschini

pdmarineo on mar-21-2009

L’Aula vota il testo del segretario democratico sugli enti locali
"Ma non c’è collegamento con l’approvazione della riforma"

ROMA – Altrove lo scontro è durissimo. Sulla riforma federalista, invece, tra maggioranza e opposizione i segnali di dialogo continuano. La prima mossa era stata l’astensione del Pd in Senato, oggi è stata la volta della Camera con il via libera alla mozione Franceschini. Anche da parte dell’esecutivo e della maggioranza. In attesa del voto generale alla Camera e della possibile nuova astensione dei democratici.
Oggi a Montecitorio, con la sola astensione dell’Udc, ha approvato le mozioni del Pd e del Pdl sulla situazione finanziaria degli enti locali, che impegnano a rivedere il patto di stabilità interno. In pratica un allentamento dei vincoli di spesa.
La mozione Franceschini, che ha avuto parere favorevole del governo, ha avuto 491 sì (33 astenuti). L’aula di Montecitorio ha dato parere favorevole anche alle mozioni del Pdl a firma Cicchitto (che ha ricevuto il voto contrario di Furio Colombo del Pd e di Saverio Romano e Bruno Tabacci dell’Udc) e a quella dell’Idv per la parti a cui il governo ha dato il suo assenso, mentre ha votato contro quella dell’Udc Galletti.
Franceschini però frena sul collegamento tra il via libera alla Camera e l’atteggiamento dei democratici sul federalismo fiscale: "Sono due cose distinte l’una dall’altra". Quella sul comportamento complessivo del Pd in merito al ddl "è una valutazione di merito che faremo nella riunione del gruppo oggi pomeriggio".
Il testo approvato. La mozione del Pd impegna il governo, tra l’altro, "a definire gli interventi da adottare per ovviare alla grave situazione in cui versano i comuni e le province, assumendo nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative urgenti di riordino della finanza locale volte a garantire l’autonomia finanziaria degli enti locali nel quadro della concreta attuazione del federalismo fiscale; a garantire l’integrale copertura del minor gettito derivante dall’abolizione dell’Ici sulle abitazioni principali".

Il governo poi viene impegnato "ad adottare iniziative normative volte a superare, d’intesa con le autonomie locali, le criticità derivanti dall’applicazione del decreto legge anticrisi nella parte relativa al patto di stabilità interno, anche tenendo conto dei bilanci approvati; ad adottare iniziative per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare iniziative per escludere il più possibile dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del testo unico degli enti locali; a incentivare l’utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito, in particolare, eliminando i vincoli che impediscono l’utilizzo dei proventi della vendita del patrimonio per finanziare la spesa per investimenti".
La Camera, inoltre, ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Udc sul disegno di legge per il federalismo fiscale. Amplissimo lo schieramento dei contrari: oltre a Pdl, Lega e Mpa, hanno votato contro anche Pd e Idv. In totale si sono registrati 476 no, 28 sì (l’Udc) e tre astenuti.

(17 marzo 2009, La Repubblica )

dic
09

A impatto zero

pdmarineo on dic-9-2008

Un decreto anti-crisi che abolisce gli incentivi che coprivano il 55% delle spese per ristrutturazioni infischiandosene dei fondi già impegnati dalle famiglie e dell’ambiente. Che aumenta l’IVA a chi ha scelto SKY (l’aspetto su cui si è concnetrata l’attenzione dei quotidiani), che non fa nulla contro il caro-prezzi nel settore alimentare. Impatto sulla recessione? Probabilmente zero.
E le verità nascoste giorno dopo giorno vengono a galla, come denunciava già il 30 novembre Pierluigi Bersani elencando crediti d’imposta vanificati per la ricerca, sconti fiscali strozzati, incertezze procedurali.
Incentivi che sfumano. Sono quelli per il risparmio energetico nell’edilizia, usati già da 230.000 famiglie, e quelli per la ricerca. C’è chi, certo del bonus fiscale per gli interventi nell’eco-edilizia ha sostituito la caldaia con un modello più efficiente, chi ha cambiato gli infissi, chi ha scelto il solare termico o i pannelli fotovoltaici, chi ha ristrutturato la propria abitazione con criteri per migliorare l’efficienza energetica. Interventi economicamente importanti per famiglie che a causa dell’effetto retroattivo del provvedimento del Governo “rischiano di pesare ulteriormente su economie già provate dalla crisi” come spiega Ermete Realacci ministro ombra dell’ambiente: “Lo sgravio fiscale del 55% introdotto dal Governo Prodi è stata una misura che ha ottenuto degli effetti ingenti e importanti. Lo hanno utilizzato 230.000 famiglie, ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro e ha permesso di ripagare lo sgravio fiscale previsto, attraverso l’emersione del sommerso e l’attivazione di una nuova economia. Un’economia, che come ha sottolineato anche Confindustria che più volte ha richiesto di puntare su questi settori, è legata all’edilizia di qualità e al rilancio del sistema delle piccole e medie imprese, che si qualificano in un mercato avanzato e in linea con gli altri Paesi europei. Queste misure, inoltre, consentono alle nostre famiglie di risparmiare anche una notevole quantità di risorse. Tra una casa ben costruita, che utilizza le migliori apparecchiature per l’illuminazione e per degli elettrodomestici, e una casa costruita male, vi è una differenza di spesa annua di circa mille euro a famiglia”.Per fortuna, il governo ha capito l’errore che il PD gli ha più volte rimproverato: l’effetto retroattivo, ha promesso oggi Giulio Tremonti, verrà eliminato dalla norma del dl anticrisi che rende più difficile l’accesso agli sgravi fiscali del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica. “La retroattività non ci può essere – ha detto il ministro dell’Economia – e il Parlamento la correggerà”. L’abolizione degli eco-incentivi, tuttavia, rimane una decisione scorretta e dannosa per il comparto edilizio secondo Andrea Martella ministro delle infrastrutture del governo ombra, che chiede un’indagine conoscitiva sulla crisi del mercato immobiliare e il ripristino della detraibilità fiscale del 55%.
La ricerca invece, già penalizzata a giugno dal taglio dell’ICI che ha intaccato i fondi che il governo Prodi destinava al settore, subisce un’altra mazzata con l’abolizione della maggiorazione del credito di imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione, introdotta dal precedente governo attraverso un proficuo confronto anche con Confindustria come denuncia Matteo Colaninno che nel governo ombra si occupa dello Sviluppo economico.La terza settimana e la borsa della spesa. Tremonti era convinto di aver risolto il problema di chi non arriva a fine mese intervenendo su pedaggi e bollette. Peccato che è stato lo stesso Ministero del Tesoro a dover smentire il blocco delle tariffe di gas ed elettricità e dei pedaggi autostradali, che sono di competenza dell’Autorità per l’energia. Peccato che le persone mangiano e non si è intervenuti sull’aumento dei prezzi dei beni alimentari, arrivati in alcuni casi al 300%. Contando che per ogni euro speso dai consumatori solo 17 centesimi arrivano ai produttori quelli che ci guadagnano continuano ad essere gli speculatori, come ha ricordato il capogruppo PD nella Commissione Agricoltura alla Camera, Nicodemo Oliverio. Insomma, non basta che il governo, nelle parole del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, annunci che nel 2009 le famiglie risparmieranno su luce e gas quasi “3.000 euro” dimenticando poi che se c’è stato un contenimento dei prezzi non è stato per merito del governo – come ha ricordato all’esponente della maggioranza, Linda Lanzillotta, ministro della P.A. e dell`Innovazione nel governo ombra -, ma è stato “grazie alle autorità e ai meccanismi di regolazione del mercato liberalizzato, introdotti dalle leggi approvate negli scorsi anni dal centrosinistra”. “Farebbe bene, pertanto, la maggioranza a regolarizzare altri settori come quello dei servizi pubblici locali, – continua Lanzillotta – le cui tariffe non scendono e gravano sulle tasse dei cittadini. “. Bonus-malus. Non stiamo parlando d’assicurazioni ma del conto fra incentivi alle famiglie e aiuti pagati con si soldi di tutti come nel caso Alitalia, o come nel caso dei fondi spostati da un capitolo di spesa all’altro. A conti fatti i cittadini italiani non guadagneranno un solo euro dalla misura relativa al bonus per le famiglie.
I benefici saranno infatti annullati dal debito che ogni singolo cittadino dovrà pagare per sostenere i costi dell’operazione Alitalia, che in modo irresponsabile il governo ha caricato sulle tasche dei contribuenti. La cifra stanziata dal governo per la copertura del bonus, infatti, è pari a 2,4 miliardi, e i costi dell’operazione Alitalia a carico degli italiani ammontano, ad oggi, a quasi 3 miliardi. Insomma, più che un bonus, un malus.
E l’indennità di disoccupazione? Il trucco contabile c’è e lo spiega Stefano Fassina, consigliere economico del governo ombra: “Per estendere la copertura dell’indennità di disoccupazione, vi sono soltanto 100 milioni all’anno di risorse aggiuntive, per il resto si sottraggono risorse ad altre finalita’ di prima rilevanza attingendo dal Fondo per l’Occupazione. Per i lavoratori precari non c’e’ sostanzialmente nulla. E anche gli aiuti alle imprese sono a rischio”.Stesse procedure denunciate da Cesare Damiano: a fronte dei 3 miliardi impegnati per abolire l’Ici si promette ai precari un bonus pari al 5% del reddito dell’anno precedente. Ma mancano all’appello 900 milioni stanziati dal governo Prodi, con risorse validate dalla Ragioneria generale. Dove sono finiti?
Costruire con le lobby ma senza opere pubbliche. L’articolo 23 della manovra anticrisi del Governo apre la via alla realizzazione di project financing con valorizzazioni private senza alcun controllo da parte dei comuni. Per Roberto Morassut deputato del PD è un regalo alla rendita urbana e al tempo stesso velleitario e irrealizzabile perché contrario alle norme vigenti.
E per le opere pubbliche? Solo propaganda perché la riunione del Cipe che dovrebbe sbloccare i fondi per i cantieri, è stata rinviata per l’ennesima volta; non esiste alcuna risorsa aggiuntiva, essendo i fondi di cui parla Berlusconi dirottati dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate e sull’utilizzo di questi fondi non c’è ancora accordo con le regioni.
Nord e sud, attendere prego. Si parla di federalismo fiscale fin dalla campagna elettorale, la Lega lo chiede ogni giorno, ma alla prova dei fatti ci si è dimenticati anche di aiutare le regioni colpite dalla crisi. C’è stata una pioggia di licenziamenti, che ha interessato tanto le grandi aziende quanto le piccole, le imprese che operano nel Nord così come quelle attive nel Centro-Sud. I palliativi messi a punto dal Governo non stanno funzionando perché non intervengono su due fronti: assenza di politiche di sostegno economico o fiscale per gli operai del settore industriale concentrati principalmente nel Centro e nel Nord d’Italia come ricorda il senatore Paolo Nerozzi, e mancano misure per i precari, che in gran parte sono al Sud.
“Solo demagogia dopo il taglio di 12 milardi di risorse al Sud” conclude Sergio D’Antoni, responsabile Mezzogiorno del PD che ricorda come il no al ripristino dell’automatismo sul credito d’imposta colpisce gli investimenti produttivi e lascia gli imprenditori meridionali alla deriva.
Come se non bastasse la CISL nel suo rapporto sull’industria stima in 900.000 i posti di lavoro a rischio. Torna così alla ribalta la necessità di un confronto in Parlamento e con le forze sociali per affrontare davvero l’emergenza, come ha ricordato Veltroni la scorsa settimana .
Altrimenti saranno le donne e i giovani quelli che rischiano di pagare il prezzo più salato della crisi: si tratta, infatti, delle due categorie più rappresentate tra i contratti a termine e tra quelli atipici.

Ma.Lau. PD, 3-12-08

dic
04

Replica assemblea cittadina

pdmarineo on dic-4-2008

Oggi, 4 dicembre 2008 alle ore 17  verrà riproposta l’assemblea cittadina del Sindaco “sulla situazione amministrativa del comune” . La replica sarà visibile non solo sul canale televisivo TSE ma anche sul sito : www.tsetv.it .

nov
28

Come rilanciare il lavoro e uscire dalla crisi

pdmarineo on nov-28-2008

Le proposte del PD per un nuovo Welfare

Una riforma del welfare che sappia liberare e tutelare le energie del nostro Paese. Un progetto che conceda un futuro, rafforzando il presente. Un disegno che scongiuri gli scenari che la crisi economica lascia intravedere, e che dia risposte serie e sincere ad un panorama caotico e incerto.

Con questo spirito il Partito Democratico inaugura una serie di iniziative volte alla costruzione di una nuova proposta sul welfare, di cui il PD vuole farsi promotore e accanito sostenitore. Un’alternativa, insomma, ad un governo impegnato più a dividere le parti sociali che ad unirle per lavorare insieme ad una soluzione comune e condivisa. Quella soluzione che, invece, il PD vuole costruire insieme alle mille voci, alle mille necessità e alle mille idee che il Paese è capace di offrire al dibattito pubblico.

“Porteremo in giro per l’Italia, nei circoli locali del PD, sulla rete, proposte aperte al contributo e alla partecipazione dei cittadini – scrive Enrico Letta nella sua lettera a l’Unità – Ci confronteremo sui territori, ricercheremo il coinvolgimento di tutto il Partito e non solo, per adattare l’«abito» – la nostra idea di welfare – alle tante «misure» e «taglie» di un Paese sfaccettato e complesso”. PD - 25/11/2008

nov
20

L’ANCI contro la manovra finanziaria

pdmarineo on nov-20-2008

L’ANCI invita tutti i Comuni e le città metropolitane a non procedere alla presentazione dei bilanci di previsione per l’anno 2009 entro la data del 31 dicembre 2008, in attesa che siano rivisti i contenuti della manovra finanziaria. La risoluzione, approvata dal Comitato Direttivo lo scorso venerdì 14 novembre a Firenze, è stata presentata oggi alla stampa, una posizione, quella dell’ANCI, dovuta “alla insostenibilità della situazione finanziaria ed economica dei bilanci dei Comuni 2008 e 2009”.  L’impianto della manovra economico-finanziaria approvata l’estate scorsa e ora in fase di traduzione in legge Finanziaria, secondo Domenici richiede “un cambiamento di rotta che abbia l’obiettivo di politiche utili ad affrontare la crisi e che siano volte al rilancio del sistema degli investimenti pubblici. La stretta sui Comuni – ha denunciato – favorisce il rischio di una involuzione dall’attuale fase recessiva in cui versa il nostro Paese sotto il profilo economico, ad una fase depressiva”. E parlando con i giornalisti, Domenici ha ricordato che negli ultimi quattro anni la spesa per investimenti dei Comuni ha subìto un drastico ridimensionamento passando dall’1,2%, (18 miliardi) allo 0,9% del Pil (13,5 miliardi), che rappresenta circa il 70% della spesa per investimenti della Pubblica Amministrazione. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Domenici – non è l’allargamento dei cordoni della borsa per tornare ad una spesa pubblica incontrollata, ma di favorire politiche di investimento mirate.  Il blocco delle entrate deciso con la manovra di luglio – ha aggiunto – impone ai Comuni di raggiungere gli obiettivi del Patto di stabilità interno solamente attraverso il taglio delle spese”. E tra le riduzioni dei fondi destinati ai Comuni, Domenici ha ricordato il forte taglio al Fondo per le politiche sociali, pari a 275 milioni. Non meno significativa è la questione dell’Ici “che purtroppo non è ancora conclusa. Vogliamo avere una risposta precisa sul problema del pieno rimborso del mancato gettito dell’imposta  sulla prima casa come previsto dal Dpef”. E il Presidente dell’ANCI ha infine avanzato le proposte dei Comuni “sui cui – ha detto – vogliamo discutere da subito con il Governo”. Già nella seduta straordinaria della Conferenza Unificata prevista per oggi pomeriggio a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Economia, l’ANCI chiederà “che gli investimenti dei Comuni siano collocati fuori dal Patto di stabilità. Non ci muoviamo secondo una logica rivendicativa – ha detto – ma secondo una logica costruttiva e propositiva. Se il tema degli investimenti pubblici è centrale per rispondere all’attuale crisi economica del Paese – ha concluso Domenici – i Comuni sono pronti a fare la loro parte, e sarebbe un errore grave non considerare l’apporto che la spesa per investimenti dei Comuni potrà dare in questa direzione, dalla realizzazione di infrastrutture alle attività di investimento per la manutenzione urbana. Sono tutti investimenti utili e necessari alla collettività e alle comunità locali”. fonte : www.anci.it  (20-11-2008)

nov
08

Via ai marinesi nel mondo

pdmarineo on nov-8-2008

In data 4 novembre 2008 è stata approvata nella seduta del consiglio comunale, all’unanimità dei presenti, la mozione per intitolare una strada ai marinesi nel mondo.

nov
08

Tutto può accadere

pdmarineo on nov-8-2008

Il primo discorso del 44esimo Presidente degli Stati Uniti.

"Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu[...]. Non sono mai stato un candidato favorito per questa carica. Non abbiamo mai avuto né molto denaro né molto consenso. La nostra campagna non è stata ordita nelle stanze di Washington. È cominciata nei cortili di Des Moines, nei soggiorni di Concord, sotto i portici di Charleston. E’ stata fatta da uomini e donne che hanno dato quel poco che avevano da dare: 5 o 10 o 20 dollari per la causa.

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